“Dio s’è fatto tardi, senti Rosa facciamo così io devo assolutamente andare però ho il cellulare con me, qualsiasi cosa non esitare a chiamarmi”- “vai tranquilla non ti preoccupare, penso che passerò la nottata a cercare questa maledetta password, buona serata” e sì sarebbe stata proprio una buonissima serata, trascorsa in un contesto che avrebbe volentieri evitato; le sembrava ancora di sentire nelle orecchie la voce di Cathy che le annunciava la sua decisione di andare a vivere con Luca, una ragazzina ancora ingenua e piccola che decideva di convivere; a nulla erano serviti i suoi tentativi di dissuaderla, quando si metteva in testa una cosa non c’era verso di farle cambiare idea: “io lo amo e sono sicura che questa sia la scelta più bella della mia vita, non ti preoccupare non ti deluderò” le aveva detto prima di lasciare casa sua e lei sperava che non se ne sarebbe mai pentita.
Non era mai andata per più di cinque minuti in quella casa, a parte per portarle qualcosa che aveva dimenticato nel suo appartamento, non ci voleva avere nulla a che fare con lui anche perché le notizie che aveva scoperto sul suo conto non le piacevano per niente: a diciotto anni era stato fermato in macchina con altri amici in possesso di cocaina, loro avevano detto che era per uso personale e verificato che si trattasse della verità, erano stati rilasciati; apparteneva ad una famiglia molto facoltosa e per suo padre non era stato difficile farlo scagionare da ogni accusa, così la sua fedina penale era tornata ad essere miracolosamente immacolata, come spesso accade in casi del genere ma questo a Becca non bastava, poteva trattarsi di uno spacciatore o comunque di un accanito consumatore di sostanze stupefacenti, di sicuro non era la persona più adatta per stare accanto alla sua piccola Cathy.
Il palazzo dove avevano preso casa si trovava in una delle zone bene di Roma e anche l’appartamento lasciava trasparire una certa ricchezza sia nella struttura che nell’arredamento, aveva pensato a tutto lui, lei aveva soltanto dovuto portare le sue cose e trasferirsi, nulla di più e mentre questo per Becca era impensabile trattandosi di una donna che teneva tantissimo alla sua indipendenza e al suo orgoglio e che non si sarebbe mai fatta regalare nulla da un uomo, per Cathy si era trattato di un sogno, aveva finalmente trovato il principe azzurro delle favole: bello ricco, intelligente e soprattutto innamorato perdutamente di lei.
“Che bello vederti, sono felice che ce l’abbia fatta a venire”- “lo sai che quando ti faccio una promessa cerco di fare di tutto per non deluderti” disse Becca porgendole la confezione con il dolce: “dai ma non dovevi, grazie sono sicura che mi hai preso il tiramisù, lo sai che è il mio preferito, vero amore?” alzò la voce per ricevere l’assenso di Luca che intanto sembrava essere assorto a fare chissà cosa nella cucina: “sì certo che lo so, come potrei non conoscere i gusti del mio amore, ciao Becca come va? È da molto tempo che non ci vediamo”- “eh sì infatti, comunque tutto bene grazie”- “bene adesso andiamo di là, altrimenti la mia lasagna si fa una schifezza”disse Cathy cercando di smorzare i toni che erano come sempre molto tesi.
“E’ buonissima questa lasagna, sei diventata una cuoca provetta”- “grazie sei gentilissima effettivamente da quando sono qui sono diventata una mogliettina perfetta anche se a volte è faticoso dividersi tra giornale e casa ma cerco di fare del mio meglio e anche Luca pare darmi ragione, vero amore?”- “sei una ragazza stupenda e non c’è nemmeno bisogno che te lo dica e sei anche una giornalista meravigliosa, al giornale ti adorano tutti e io muoio dalla gelosia”- “ma che gelosia, non ce n’è proprio bisogno lo sai che amo solo te, comunque fino a prova contraria il grande fotografo che sta per esporre a Londra sei tu mica io”- “ah sul serio? Farai una mostra a Londra?”- “veramente è solo una proposta e poi devo ancora valutarla, io sono solo un fotoreporter e adoro il mio lavoro perché è grazie a questo che ho incontrato Cathy però non so se sia una buona occasione restare un mese a Londra per esporre le foto, è troppo tempo”- “però è una occasione imperdibile e lo sai bene e poi vedi lui ha solo paura che io soffra la solitudine e inoltre non ce la fa a stare senza di me, ma quando ci siamo messi insieme ci siamo detti che il lavoro è importante per entrambi e se ci porta a fare qualche sacrificio pazienza!”-“sei diventata molto saggia lo sai?” Becca era orgogliosa di Cathy e nonostante la sua diffidenza, si rendeva conto dell’amore che li univa e sperava soltanto che lui non la facesse soffrire.
“Tu invece che mi racconti? A parte il lavoro ci sono novità?”- “nessuna novità in particolare, tutto è rimasto invariato”- “dai non posso credere che una bella donna come te non abbia qualche ammiratore segreto” intervenne Luca “e invece è proprio così, non è che tutti stiano a guardare me, dopotutto Roma è una città grande e inoltre non sono la tipa adatta a fare vita mondana”- “ e tu non fare il cascamorto con Becca mi raccomando che ti tengo d’occhio”- “lui sa bene che deve fare il bravo con te, non sei l’unica a tenerlo d’occhio” erano parole dette con falsa ironia, dopotutto anche se ci provava con tutte le sue forze, bastava poco per far affiorare l’antipatia che nutriva nei suoi confronti.
“Bene adesso che ti ho fatto mangiare anche il dolce in santa pace, potrei farti qualche piccola domandina?”- “lo sapevo che c’era la fregatura, sei stata troppo a lungo senza farmi domande sul caso e poi il tuo essere giornalista ce l’hai dentro, non riesci a non farlo uscire”- “e dai dopotutto non mi sembra ti costi molto dire qualche piccola notizia a me piuttosto che a qualche altro giornalista impiccione che ronza intorno al commissariato”- “veramente non sono io ad occuparmi della stampa e poi non c’è molto da dire, a parte che l’arma del delitto è un coltello, forse potresti mettere questo nel tuo articolo, magari ti può interessare”- “ma non è una notizia da prima pagina, possibile che non avete scoperto ancora nulla di interessante?”- “era una persona normale come tante altre non aveva chissà quali misteri”- “stai sbagliando, aveva un passato un pochino intricato mi sembra”- “ e queste cose chi te le avrebbe raccontate?”- “ma insomma sempre le stesse domande, lo sai che ho le mie fonti, allora a quanto ho capito era un semplice agente assicurativo che lavorava in un’azienda come tante e faceva buoni affari, non è possibile però che una persona così normale venga uccisa a sangue freddo e senza una buona ragione, capirai che c’è qualcosa di molto strano in questo”-“lo so ma non sono certamente io ad averlo ucciso e poi mi sembra che stiamo facendo delle indagini proprio per arrivare a capire cosa nascondesse di così grave per essere ammazzato”- “dai Cathy ora smettila di rompere le scatole, se poteva dirti qualcosa lo avrebbe fatto non trovi?”- “ah bene adesso vi siete anche alleati, ok allora smetterò di fare domande e vado in cucina a preparare il caffè”.
“Sono contento che tu sia venuta, Cathy ci teneva moltissimo a farti vedere la sua nuova vita”- “lo so è per questo che ho accettato il suo invito”- “so bene quanto sia difficile per te, so cosa pensi di me”- “ora non è importante quello che penso e onestamente non credo nemmeno sia importante il passato, ho visto come la guardi e non credo di sbagliarmi nel dire che la ami molto perciò smetterò di essere legata a quello che hai combinato tempo fa anche se sai bene che se sbagli di nuovo dovrai vedertela con me e non sto scherzando” ad interromperla fu però lo squillo del suo telefonino: “pronto, sì arrivo subito”- “che succede?”- “Cathy mi spiace ma devo andare via, ti chiamo va bene?”- “e va bene, non ti chiedo nemmeno cosa succede tanto so che dovrò scoprirlo da sola, grazie di essere venuta, ti voglio bene”- “anche io non immagini quanto”.
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