L’agenzia assicurativa Sorex era molto nota nella città per l’alto numero di clienti che calcolava di media ogni anno e che la metteva tra i primi posti nelle statistiche: “Sì Errico Siriano lavorava sotto la mia supervisione, era un tipo in gamba e riusciva a contattare persone di vario genere e farle diventare nostri clienti in un batter d’occhio, nessuno era come lui, ci mancherà oltre che come persona anche ai fini aziendali” disse il Dott Maini, un uomo sulla cinquantina dal capello brizzolato e dall’atteggiamento distinto: “quindi l’ultima volta che l’ha visto non le sembrava agitato o preoccupato per qualcosa? Domandò Rosa: “onestamente un po’ strano lo era ma ormai da qualche settimana, ossia in campo lavorativo era sempre il massimo, però quando gli si chiedeva qualcosa sembrava agitato e non dava molta attenzione ai discorsi”.
“Non che a lui interessasse molto” commentò Rosa rivolgendosi a Becca mentre si allontanavano dal suo ufficio “onestamente non mi meraviglio più di tanto perché in campo lavorativo i rapporti umani spesso vengono sottovalutati e messi in secondo piano molto facilmente, ragazzi voi chiedete ancora in giro mentre noi diamo un’occhiata alla sua scrivania”: non c’erano infatti uffici, a parte quello del boss, vi era una miriade di scrivanie all’americana con tutto il necessario: telefono, computer e documenti vari, ovviamente bisognava refertare tutto, perché tutto poteva essere considerato importante: “anche il suo mondo lavorativo era disordinato almeno tanto quanto la sua casa, comunque ritiriamo tutto, soprattutto il pc portatile, mi sembrava strano che non ne possedesse uno, di sicuro qua dentro ci sarà qualcosa di interessante”-“ i suoi colleghi dicono le stesse cose del capo: tipo tranquillo ma nelle ultime settimane era un po’ strano ed agitato, nulla di più”- “vabbè noi ci avviamo al commissariato con il computer, voi refertate il resto”.
“Commissario” disse Berti non appena la vide entrare: “nel vostro ufficio ci sono i signori Siriano, chiedono di lei”- “e così dei parenti li aveva” pensava tra sé mentre si avvicinava all’ufficio: “ siamo venuti qui per sapere quando ci verrà riconsegnato il corpo” a parlare era stato un uomo sulla sessantina, di bell’aspetto ma dall’atteggiamento arrogante ed enormemente presuntuoso: “prima di tutto buongiorno e poi la salma sarà riconsegnata al più presto ma capirà che dal momento che siete qui, potreste anche aspettare un secondo e rispondere a qualche domanda, ad esempio come mai vi siate fatti vivi soltanto adesso”- “lui ci aveva escluso dalla sua vita da quando ha compiuto diciotto anni, se ne è andato via ed è andato a vivere da solo, ci odiava” disse la madre con la voce del pianto, anche lei aveva un bel viso, uno di quelli che ispirano tranquillità e fiducia: “si calmi adesso signora, Criari porti un bicchiere d’acqua perfavore, spiegatemi con calma cosa è successo: “non c’è molto da dire” continuò il padre: “la nostra è una famiglia che da generazioni si occupa di edilizia, siamo costruttori e mio nonno ha creato un’attività che ha dato i suoi frutti e che mio figlio avrebbe potuto continuare a far fruttare ma lui ha preferito abbandonarci e diventare agente assicurativo, come se quello che avevamo fosse irrispettoso per la sua etica, quando venne arrestato la prima volta cercai di aiutarlo e chiamai uno dei migliori avvocati in circolazione ma lui per aggravare la sua situazione, picchiò un agente carcerario e così aumentò la sua pena e mi chiese espressamente di farmi da parte perché altrimenti la avrebbe peggiorata ancora di più, mi ripeteva sempre che i soldi non compravano la felicità e cercava di farmelo capire in tutti i modi” per un attimo quel suo viso burbero si era sciolto e sembrava semplicemente quello di un padre disperato per la morte inattesa del proprio figlio.
“Non esiste quindi un episodio determinante che abbia creato questo distacco?”- “no, assolutamente” continuò la madre: “quando era piccolo era legatissimo a noi, cercavamo di dargli tutto il possibile per renderlo felice, però poi nell’età dell’adolescenza si è staccato, si è creato un suo mondo, dove non voleva assolutamente che noi entrassimo, si è cominciato dalla sua stanza per poi arrivare a lui, da quando è andato via per noi è stato un vero inferno e poi quando abbiamo sentito la notizia in televisione non ci potevamo credere, era assurdo ma chi l’ha ammazzato?”- “che domande fai Elsa, sarà stato sicuramente qualche suo amico delinquente, lui quelli frequentava”- “no, mi dispiace deluderla signor Siriano ma suo figlio era ormai pulito da tempo e certa gente non la frequentava più”- “bene noi comunque adesso possiamo andare?”- “certo, appena ci saranno novità, vi informeremo e mi raccomando fatevi forza”.
“Non mi stupisce che se ne sia scappato da un padre così” Criari intervenne con un certo impeto: “sì ma a volte le persone così fredde all’apparenza sono molto più dolci di quanto si possa pensare, solo che si tratta di un padre ferito nel suo orgoglio, dopotutto il figlio ha lasciato lui e i suoi soldi per farcela da solo, non tutti lo capiscono”; “commissario, sono arrivati i tabulati telefonici, a parte qualche telefonata a colleghi ce ne sono alcune ricevute da una cabina telefonica, ci stiamo muovendo per capire dove si trovi”- “perfetto Berti, ottimo lavoro, quindi il povero Errico si sentiva con l’assassino da un po’ di tempo, non penso siano telefonate di cortesia, se provengono da una cabina, al giorno d’oggi mi sembra strano non avere telefono fisso o cellulare”.
“Ah dimenticavo, ha chiamato la pasticceria Sorriso, le ricordava di andare a ritirare il dolce entro le sette di stasera”- “va bene, non ti preoccupare me ne ricorderò” e sì per un po’ aveva dimenticato che quella sera avrebbe dovuto incontrarsi con Cathy, la aspettavano per la cena, la prima cena alla quale aveva accettato di partecipare nonostante ormai da quasi sei mesi le veniva proposto l’invito.
“Rosa ci sono novità col pc?” disse entrando nel suo ufficio: “ancora niente la password è difficile da decifrare ma dopotutto dovevamo aspettarcelo, lasciare un computer in ufficio presuppone che sia un po’ come una cassaforte”- “e già hai proprio ragione, sai che da quando ci sei tu mi sento come alleggerita, dopotutto ci dividiamo equamente il lavoro e poi sei un tipo proprio in gamba te lo devo dire”- “grazie detto da te è un complimento notevole, so bene che non elargisci facilmente frasi carine”- “e cos’altro si dice di me? Sono curiosa”- “nulla di male, anzi ti riempiono di complimenti sul tuo modo di lavorare e di risolvere i casi, una vera maestra”- “ e vabbè facciamo finta di crederci anche se so che di me dicono anche altro, ad esempio che sono una rompiscatole e una troppo esigente, e questo devo purtroppo riconoscerlo”- “credimi anche io lo sarei al posto tuo, non si può essere troppo gentili e dolci quando ci si trova di fronte ad efferati omicidi e sappiamo bene che tu te ne sei trovata di fronte tanti”- “mi lusinga essere considerata così da te, comunque tornando a noi speriamo di riuscire a trovare presto questa password, non abbiamo molto tempo a nostra disposizione”- “già e poi l’assassino potrebbe anche essere lontano a quest’ora, speriamo di riuscire a scovarlo e farlo marcire in galera, persone così non meritano di farla franca” sembrava strano ma era come se lei, nel pronunciare quelle parole si sentisse coinvolta in prima persona e questo a Becca non sfuggì.
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