sabato 18 giugno 2011

CAPITOLO 18

“Commissario sulla sua scrivania le ho messo alcuni esami della scientifica, inoltre mi ha chiamato Satelli e mi ha chiesto di raggiungerlo in laboratorio, ha delle cose da dirle”- “grazie Berti ci andrò subito”.
Nel tragitto che la separava dalla meta cominciò a ragionare e riflettere, forse c’erano dei risvolti nelle indagini, qualcosa che potesse aiutarli a trovare finalmente un legame, un nesso logico. I metri che la allontanavano dal laboratorio le sembravano infiniti ma finalmente giunse a destinazione, assetata come poteva essere in un deserto privo di sorgenti.
“ Allora Satelli, mi ha detto Berti che ci sono delle novità, dimmi”- “sì commissario e sembrano anche molto importanti, abbiamo analizzato l’inchiostro dei tre tatuaggi e abbiamo verificato che si tratta dello stesso, ed inoltre hanno lo stesso livello di decolorazione, se così possiamo dire”.
“Sembra interessante” intervenne Erika che aveva accompagnato Becca: “ sì ma non è abbastanza” disse Becca “che lo abbiano fatto insieme non ci dice dove e perché lo abbiano fatto, dimostra solo che lo hanno fatto nello stesso posto”- “sì ma non è tutto commissario”- continuò Satelli: “analizzando l’inchiostro ho fatto delle piccole ricerche ed ho verificato una cosa, si tratta di un inchiostro illegale; tempo fa ci fu uno scandalo che interessò alcuni negozi di tatuatori, proprio perché utilizzavano un inchiostro dannoso per la pelle, forse verificando i soggetti interessati e restringendo il campo alla regione Lazio, si potrebbe arrivare a giungere al luogo incriminato”- “Satelli sei un genio”.
Becca era felice e comunicò subito telefonicamente la notizia a Criari, doveva immediatamente cominciare la ricerca, prima avrebbero trovato il tatuatore e prima avrebbero risolto il caso, ne era certo: “ti rendi conto Erika, in questo modo il cerchio potrebbe stringersi di colpo intorno all’assassino, questo particolare non era stato messo in conto da lui, di sicuro”- “sì forse hai ragione ma non è detto che il fatto che loro si conoscano ed abbiano fatto insieme un tatuaggio, ci porterà dall’assassino”- “ dai non smontarmi proprio tu che mi hai sempre dato coraggio, comunque verificheremo presto se questa notizia sarà importante o meno”.
Il commissariato era in fermento e le ricerche incalzavano, Becca si aggirava furiosamente da una scrivania ad un’altra ma poi si fermò vicino la porta d’ingresso dove vide arrivare Cathy: “tesoro ma che ci fai qui? Dovresti essere a casa a riposare”- “ e chi riesce a riposare, è impossibile, volevo sapere se c’erano delle novità”- “ stiamo seguendo una nuova pista, riguarda il tatuaggio che tutte le vittime avevano”- “ ah sì il maledetto tre, e pensare che alcuni dicono che sia il numero perfetto, da quando l’ho visto addosso a Luca odio quel numero, non riesco nemmeno a guardarlo sui giornali o da qualsiasi altra parte”- “immagino, ma vedi forse è proprio quel numero che ci può portare alla verità, credimi, devi solo fidarti di me, arriveremo a catturare il mostro che lo ha ucciso”.
Rosa aveva deciso di non tornare a casa sua, voleva vederci chiaro, così si era fatta consegnare le chiavi della casa di suo padre, che strano effetto le aveva fatto entrare nuovamente tra quelle mura. Tutto sembrava identico a come lo aveva lasciato, ogni oggetto, ogni riflesso di luce che entrava dalla finestra, uguale a come era sempre stato. Quella casa significava tantissimo per lei, era stato sempre il suo rifugio anche se dopo quella maledetta notte era diventata la sua prigione; per mesi non era riuscita a chiudere occhio la notte, davanti le si ripresentava sempre la stessa scena che aveva vissuto, all’infinito, ed aveva paura che il fantasma di quell’uomo potesse venire a prenderla per portarla con sé all’Inferno. Paure infondate o meno che fossero, non era riuscita a placarle ed anche in quel momento le aveva, forse per questo non era entrata in quel luogo di notte, non era ancora pronta.
Non sapeva nemmeno lei cosa cercare, cominciò a rovistare tra le carte di suo padre, documenti vecchissimi che erano catalogati nello studio con una precisione maniacale, vecchie ricevute, cartelle mediche, tantissime scartoffie ma era difficile capire cosa tra tutta quella roba potesse realmente servirle per verificare la buona fede di Emilio Lamberti; per un attimo immaginò di trovare qualche lettera minatoria che portasse la sua firma ma poi vi ragionò ed arrivò alla conclusione che se suo padre le aveva dato quel nominativo era perchè si fidava di lui e se pure qualcosa avesse da nascondere di certo non lo avrebbe trovato in casa sua.
Prese poi il pc che aveva sempre con sé e cominciò a fare ricerche su di lui, attraverso dei portali, ai quali in quella circostanza non aveva diritto ad accedere ma per lei quella era una emergenza e le regole contavano poco. Fedina penale immacolata, grande uomo d’affari, interessato alle opere umanitarie e benefiche, mille foto di lui in luoghi di guerra, insomma una persona eccellente; decise allora di cambiare registro e modalità di ricerca, forse non era lui la persona negativa ma qualcuno che con lui lavorava, un suo collaboratore che lo aveva aiutato in quella circostanza. Era difficile da credere che non si circondasse soltanto di persone fidate al cento per cento ma dopotutto una mela marcia in un frutteto meraviglioso può sempre spuntare e tutto sta nell’accorgersene in tempo.
Accanto al suo nome c’erano talmente tante persone, però la cerchia di quelli che si occupavano della sua sicurezza non era molto folta, e così era riuscita a trarre una lista delle dieci persone a lui più vicine, in quel modo, tra questi avrebbe potuto trovare un traditore che non era ancora uscito allo scoperto e si stava servendo di altre persone per guadagnarci qualcosa.
Una cosa la colpiva in tutta quella storia: ancora non aveva ricevuto richieste di soldi per mantenere il segreto, cosa che certamente non la faceva stare tranquilla ma che non le rendeva nemmeno chiaro cosa quella persona volesse da lei, quindi o aspettava di chiederle soldi oppure sua intenzione era eliminarla. Un’altra cosa le balenò in testa, forse quel qualcuno era vicino all’uomo che aveva ucciso, probabilmente questo farlo svanire nel nulla non era stato efficacemente realizzato, poteva esistere qualche suo parente lontano che adesso voleva essere risarcito o semplicemente vendicarsi di lei.Tutto le risultava difficile da capire.
“Commissario abbiamo i risultati delle ricerche, il campo si è ristretto moltissimo e la cerchia di negozi che dobbiamo controllare sono dieci, mettendoci con la testa e col pensiero in un giorno, se siamo fortunati potremmo vederli tutti”- “benissimo, allora dividiamoli, tu e Criari seguirete i primi cinque, io e Berti gli altri, ci terremo in contatto telefonicamente e cercheremo di risolvere questo primo mistero, tu Cathy vai a casa ok?”- “non posso venire con voi? Per piacere”- “non sarebbe nelle regole ma dopotutto io le regole non le ho mai seguite, d’accordo vieni con noi ma per piacere stai tranquilla ok?”- “grazie Becca ti voglio bene”.

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